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mercoledì 30 novembre 2016

di Marghe Laurenti

Buio improvviso. Il palazzetto esplode in un boato. Lame di luce fendono l'aria disegnando motivi geometrici mentre gli strumenti materializzano accordi tenuti. Tastiere, basso. Anche il più distratto dei distratti capisce che sta iniziando il concerto. Pecussioni. La luce aumenta. Il pubblico scandisce il nome dell'artista, batte le mani, i piedi. Chitarre. Che la festa cominci. 

 
Non ricordo più il primo concerto a cui ho partecipato, ma ricordo bene l'ultimo. Marco Mengoni al PalaAlpitour di Torino, novembre 2016.
Si sa che un concerto inizia molto prima della musica. Per qualcuno comincia con l'acquisto del biglietto (gare di velocità sulla tastiera che polverizzano ogni record precedente), per altri quando parte la marcia di avvicinamento alla venue (“aereo, treno, automobile, bicicletta o semplicemente a piedi”, dice Marco  ringraziando il pubblico fin dall'inizio, come è sua abitudine).
Per altri è la coda per entrare, che fa scattare l'euforia... ma quando il basso ti fa vibrare le budella, allora l'astronave sta davvero per decollare.

Il PalaAlpitour è davvero grande, ma con dodicimila persone dentro che sorridono tutte insieme diventa caldo e intimo come il salotto di casa. Marco continua a ripetere “Ma vi vedete quanto siete belli?”, ed in effetti il colpo d'occhio è, se mi si passa l'espressione, positivamente devastante.

Marco Mengoni ha recentemente dichiarato in un'intervista: «Un concerto è un viaggio su due strade parallele tra artista e pubblico, non è lo stesso viaggio se non è fatto insieme».
Quindi tutti questi volti, tutte queste età, altezze, colori, gesti, abiti, capelli, tutte queste attitudini, idee, umori e verità stanno per fare un viaggio nel viaggio.
 

Marco vede, sente, capta tutta l'energia che lo circonda. Avverte il bisogno che tutte queste persone hanno di esprimere la propria emotività attraverso di lui. La gente arriva per la musica di Marco Mengoni, ma porta con sé la musica della propria vita, che non sempre è bella, non sempre è piacevole o allegra, ma può colorarsi in modo diverso grazie alle due ore che passerà con lui.
Allo stesso modo ogni concerto si connota di tutto quello che Marco vede e sente arrivare dal pubblico: come un pittore che può ritrarre lo stesso soggetto centinaia di volte senza mai dipingere lo stesso quadro.

Come potrebbe ignorare, ad esempio, che la bimba di pochi anni sulle spalle del papà potrebbe essere al primo concerto della sua vita? O che la coppia di signori a metà parterre forse ha imparato l'italiano anche tramite le sue canzoni, quelle che ora sta cantando a squarciagola?
«La musica è bisogno. Dobbiamo assecondare questo bisogno e fare uscire la verità», ha dichiarato.

La verità esce dalla bellezza, dalla cura, dalla fantasia, dal calore, dalla fusione con gli altri elementi della band, da quello "di suo" che Marco vuole offrire a chi viene ai suoi concerti: «Non è vero che il pubblico non è pronto ad accogliere suoni ed accordi diversi, il pubblico è pronto ad accogliere la verità».
Di nuovo questa parola forte, che Mengoni non teme di ripetere e che insieme a “libertà” e “rispetto” risuonano spesso nei suoi discorsi. 


Nel tempo passato in sua compagnia tutto torna al giusto posto: si può essere bravi, belli, buoni e anche divertenti, si può cambiare pelle senza cambiare vestito e “zompare” da un'epoca musicale all'altra nel giro di un medley, trovarsi in un locale funky e molto cool, e un attimo dopo su una spiaggia giamaicana, oppure sotto la finestra dell'amato bene a ricordare l'amore che, in fondo, non ci ha mai lasciato.
Ed è tutto profondamente autentico e sincero: «La verità che sta all'interno della canzone è la verità con la quale la comunichi».

Marco Mengoni sta terminando le date italiane conclusive del suo Progetto iniziato con "Guerriero" nel 2015, ed affronterà pubblici ben diversi nei concerti che terrà in Europa. Vedrà volti ed espressioni diverse, si esprimerà in altre lingue e “sentirà” altre vibrazioni, ma la sua scintillante verità di artista sarà l'arma migliore per conquistare le loro emozioni.

P.S. Della bravura di Marco, del grandissimo lavoro che ha fatto sulla sua vocalità, del livello eccellente di tutti i suoi musicisti e delle vocaliste, della ricerca dei suoni e della cura maniacale della resa sonora non diciamo nulla: è appena uscito “Marco Mengoni Live” che è uno splendido, imperdibile ascolto.

read more "La scintillante verità di artista"

domenica 23 ottobre 2016


- di Marghe  Laurenti -





Capitolo finale. Con queste parole Marco Mengoni conclude il video del singolo Sai Che, uscito venerdi 14 ottobre e balzato subito in vetta alle classifiche audio e video in Italia e anche in alcuni paesi europei.
Parole e colori, i tre fondamentali e i tre composti che erano la cifra grafica dei due album (Parole In Circolo e Le Cose Che Non Ho) che a loro volta hanno costituito il progetto dell'artista negli ultimi due anni.


Il video inizia con un fade-in e termina con un fade-out  entrambi molto delicati, le immagini sembrano emergere dal buio dell'interiorità, e poi svaniscono in un vento che potrebbe portarle – chissà – alla persona che ha ispirato la canzone.

Già questi elementi non strettamente musicali hanno un carattere ben preciso e confermano la volontà di Mengoni di porgere un brano come un gesto artistico multiforme, con colori, suoni, testo scritto, immagini, atmosfere profondamente connessi tra loro.


 
Capitolo finale, quindi, come un after-hour, un tocco conclusivo e necessario ad un lavoro di grande respiro, che si è dipanato nel tempo e nello spazio coi suoi live enusiasmanti e che, in qualche modo, non poteva semplicemente esaurirsi quando l'ultimo dei tecnici si accendeva una sigaretta.

È come se - dal debutto di Guerriero ad oggi – Marco avesse dato vita a un evento artistico unico e ininterrotto e voglia salutarci con questo “finale” malinconico, ma senza vera tristezza: finisce una vicenda e un'altra ne potrà iniziare.

Quello che rimane, solida e inattaccabile, è la sempre maggiore focalizzazione dello stile di Marco Mengoni: eleganza, cura estrema del particolare sonoro, uso della voce sempre più scolpito, quasi tagliente nella sua nitidezza, mix di acustico e di elettronico.
 

Sai Che non è né più né meno che una canzone d'amore, come da millenni se ne scrivono. Presenta, anzi, la più classica delle motivazioni amorose, quella di far tornare la persona amata ripercorrendo i momenti più belli della storia, riassaporandone ogni istante, facendola rivivere in modo da poterla riallacciare in futuro.

Questa “lettera in musica” si muove sul doppio binario della voce che canta su due ottave diverse: quella più bassa, intensa, evocativa, e quella più alta volatile, eterea, che si perde nel cielo dei paesaggi ricordati e rimpianti.

Marco qui realizza un vero uso “grafico” della voce: non c'è un punto della canzone in cui le due linee siano esattamente allo stesso volume.
All'inizio prevale la parte bassa dell'ottava, quella più dolente. Chiama il suo amore perduto e racconta come sia tornato nei luoghi in cui sono stati felici insieme: la parte più alta è come un'eco, un riverbero della felicità di allora. Poi torna alla realtà ed esprime chiaramente il suo dolore e la speranza che un giorno possano tornare insieme: la parte alta della voce viene avanti, è più solida, si materializza.
Marco disegna, dipinge, inquadra, usa lo sfuocato, zooma, taglia...insomma, crea continuamente portando chi ascolta esattamente al centro della vicenda, sperando e disperando insieme con lui.

La parte strumentale alterna a sua volta questi due momenti, di ricordo e di desiderio, di malinconia  e di urgenza di toccarsi e respirarsi di nuovo, attraverso la chitarra acustica ed il pianoforte inizialmente, che poi virano sull'elettrico mentre le percussioni e le tastiere elettroniche danno al brano il necessario spessore emotivo.
Il ritmo è esattamente quello di chi cammina perso nei propri pensieri: non veloce, ma continuo e sempre fluido.

Cosa ci dà Marco Mengoni con Sai Che? Cosa aggiunge alla ricca esperienza di Parole in Circolo, che non avesse ancora espresso completamente?
È molto semplice: un'altra bellissima canzone.

read more "Sai Che, un gesto artistico multiforme"

venerdì 27 maggio 2016

di M LaMarghe Laurenti 



Alla fine resta lei a brillare sulle antiche pietre, appena velata da nuvole di passaggio. Piena, che muove il sangue e allunga le maree.

Sembra tornata a riprendersi il Guerriero che aveva accompagnato sulla Terra giusto un mese prima, allora appena calante, con la promessa di aprirgli nuovi territori e illuminare altri orizzonti per il suo cammino. Non prima, però, che il Guerriero abbia salutato chi crede in lui, promettendo di non abbandonarlo mai e vegliare sul suo destino.


Non si può che iniziare da questa immagine finale della prima parte del MengoniLive2016, tanta è la potenza evocativa che questo show ha raggiunto.Un susseguirsi di sold-out dalle Alpi all'Etna, recensioni stellari, pubblico di ogni età entusiasta, supporto tecnico e logistico di prima categoria sono le caratteristiche di uno spettacolo che centra ogni suo obbiettivo. Quando Marco Mengoni, dopo la suggestiva Ti Ho Voluto Bene Veramente (che introduce subito il tema del viaggio) apre il dialogo salutando il pubblico e ringraziandolo per aver scelto di passare la serata con lui, si attua subito quella straordinaria empatia che è una delle caratteristiche speciali dell'artista.

La prima parte (dal vivo) della seconda parte (del lavoro in studio) a conclusione di un album doppio, ma separato da quasi un anno nelle sue uscite. Lo spettacolo “definitivo”, ma già pieno di premesse (e promesse) per il futuro. E ancora, la title track del primo disco appare però nel secondo, mentre quella del secondo (per ora) non è in scaletta... tutto si realizza con fluidità, in modo circolare e sincronico nel mondo musicale di Mengoni, artista che come pochi altri ha trovato la strada giusta per rendere il pubblico testimone di un continuo processo creativo.

Sappiamo dalle interviste che il debutto di questo Live è stato segnato da mille idee e ripensamenti del suo protagonista, sia in campo musicale (e il bravissimo Gianluca Ballarin viene abbondantemente ringraziato per la sua pazienza oltre che per la sua professionalità) che scenografico: una produzione ai massimi livelli sia per la tecnologia degli schermi danzanti e cangianti, che per la complessa logistica delle macchine di scena.

Su una cosa Mengoni non transige (si fa per dire, data la meticolosità dei suoi interventi in tutti gli aspetti dello spettacolo): il contatto diretto e più “umano” possibile con il pubblico. Questo è per lui un fattore fondamentale non solo per la riuscita del concerto, ma proprio per il senso interiore del suo stare sul palcoscenico.

Che siano megapalazzetti (come Assago, Torino o Roma), strutture di grandezza intermedia o tascabile, come quello di Perugia, Marco vuole e riesce a guardare le persone in faccia e, anche solo per un istante, essere parte della loro storia. Ecco perché anche in cima alla più ripida tribuna c'è un signore che batte il tempo, o in fondo al parterre c'è un bambino che balla scatenato. Il coinvolgimento del pubblico è totale: si canta, si partecipa alle coreografie luminose grazie alla app dell'artista, si agitano cartelli e bandiere. Non si assiste, si fa.

Quando poi per le ultime due date si approda all'Arena di Verona, luogo mitico e mistico per la Musica - senza altre etichette-, la voglia di Mengoni di darsi, di esserci proprio per tutti è tale da provocare fuochi d'artificio di energia emotiva, sorrisi e lacrime intensi come solo un grande Teatro può ispirare.

Una menzione speciale in tutto questo merita l'eccellente controllo del suono da parte di Alberto Butturini: non c'è stata data in cui non si sentisse meno che bene e in cui ogni sfumatura tonale non venisse esaltata. Se gli assoli tesi di Alessandro De Crescenzo (chitarra rock) arrivavano diretti e “spianati” con la giusta grinta ma senza sbavature, e gli arpeggi delicati o le invenzioni jazzate di Peter Cornacchia (chitarre acustiche e quant'altro) avevano rotondità ed eleganza, era per merito suo.

Se i due compari alla ritmica (Giovanni Pallotti al basso e Davide Sollazzi alla batteria, sperimentale l'uno e solido l'altro) potevano interagire nel modo migliore, e se la brillantezza dei fiati - Francesco Minutello, tromba; Federico Pierantoni, trombone; Mattia dalla Pozza, sax - inizialmente più discreti e disciplinati e poi via via nel tour sempre più protagonisti, se la geniale architettura delle tastiere di Ballarin e le tessiture eleganti delle vocalist Barbara Comi e Yvonne Park potevano arrivare al pubblico con calore e nitidezza, lo dobbiamo alla magia del suo mixer.

Tutto importante, tutto “essenziale” per dare a Marco Mengoni la possibilità di fare del “suo” concerto un mondo a parte, un paio d'ore in cui “gli sbagli del mondo” restano lontani, non ignorati, ma immobilizzati dalla “gentilezza” che l'artista di Ronciglione invita ad usare sempre di più nella vita di tutti i giorni.

Gentilezza, eleganza... quante parole “antiche” evoca con il suo modo di essere artista! Proviamo ad usarne una ancora più antica: “signorilità”. Che non significa solo gusto e raffinatezza, ma un modo di essere insieme spontaneo e sempre attento ai particolari.

E quante cose attuali troviamo invece nel suo modo di fare musica! Quella capacità di prendere una certa strada e poi voltare l'angolo improvvisamente, la voglia di contaminare suoni e atmosfere, il desiderio di far germogliare la curiosità per qualcosa di nuovo nell'ascoltatore. Sembra dire a tutti, indistintamente: “Guarda, questo pezzo si può cantare così, ma anche così e poi così”.

Mengoni fa crescere il suo pubblico insieme con lui, lo rende partecipe delle sue scoperte e lo rende complice mai passivo dei suoi entusiasmi.

Il dominio del suo mezzo vocale è assoluto e gli permette di dare ad ogni nota l'esatta sfumatura che lui desidera. Che siano acuti potenti o tenui sussuri, non c'è nulla che non esprima la sua volontà in quell'esatto momento. Inoltre, in linea con il tema del suo ultimo lavoro, si avverte la cura con cui le parole vengono cesellate. Il testo è una nuova forma di suono con cui Marco gioca e si misura, scolpendo in modo ancora più netto ogni emozione in esso racchiusa.

Suono, accordo, testo, arrangiamento: nulla è considerato minore, tutto ha un ruolo di primo piano per lui.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: chi si accosta a Marco dal vivo per la prima volta non vede l'ora di tornare ad un suo concerto, a chi lo amava da prima non resta che ampliare la collezione di biglietti.

Il MengoniLive2016 appena terminato sta già cambiando pelle per girare in Europa. Ogni volta sarà una sorpresa, ogni concerto un nuovo momento di emozione per l'artista ed il suo pubblico.

Ma abbiamo lasciato la luna in attesa del Guerriero, che alla fine dell'ultimo concerto, durante il bis, si concede di scivolare in un piccolo guizzo di improvvisazioni, una capriola nel suo oceano primordiale, un sorriso di musica nella notte, prima di riprendere la sua strada.

read more "Il Guerriero e la luna"

lunedì 21 dicembre 2015


di M LaMarghe Laurenti

In una delle sue prime interviste, alla domanda su quale dei due Beatles lo ispirasse maggiormente Marco Mengoni rispose, con un sorriso dei suoi: «Tutti si aspettano che io dica John Lennon, ma io dico Paul Mc Cartney». Una dichiarazione che conteneva già una bella dose di insofferenza nei confronti dell'ampia schiera di etichettatori che lo attendeva al varco. 

Marco Mengoni nel corso dell'intervista rilasciata a Radio Italia

Permettersi il diritto di scegliere, di sperimentare, ma anche darsi la libertà di divertire e coinvolgere un pubblico vasto quanto il mondo, questo era il futuro artistico che sognava Marco allora e che oggi, con l'uscita del suo ultimo album, può sentire saldo nelle sue mani. 

La seconda parte del progetto che lo ha impegnato nell'ultimo anno, iniziato con #ParoleInCircolo e concluso con #LeCoseCheNonHo, non delimita, in realtà, un arco di tempo. È una raccolta di momenti di vita tradotti in musica che non ha un inizio ed una fine ben precisi, così come non ha limiti la vena creativa di un artista. 
Ascoltando in sequenza i due album si avverte, però, una focalizzazione sempre più netta delle soluzioni musicali, quasi un estremizzarsi - nel secondo disco - delle proposte offerte dal primo. 

Non deve stupire di trovare una maggiore presenza autorale di Mengoni non solo nei testi o nelle melodie, ma in quasi tutti gli arrangiamenti e le elaborazioni elettroniche. L'eclettico artista cresce insieme alla sua opera: corregge qualche ingenuità interpretativa, coltiva la sua portentosa vena ritmica, si diverte ad impiantare una canzone “semplice” - voce e chitarra o voce e piano – per poi allargarne quasi all'infinito le dimensioni con una rincorsa di fiati e mille piccole pennellate vocali. 

E dato che pensare i due lavori in successione temporale sarebbe un limite (e quindi fuori dall'ottica mengoniana) è nel secondo che troviamo Parole in circolo, il brano che dà il titolo alla prima playlist e all'intero progetto, il suo “manifesto”, come lo chiama lo stesso Marco. 

In un oceano di suggestioni musicali in cui l'artista ha nuotato sin da piccolo (e che ha raccontato in modo affettuoso e geniale durante il suo ultimo tour), le parole, le sue parole, quelle da scrivere e a cui legare la musica sembravano inizialmente delle isole dall'attracco un po' difficile. Non sono bestie facili da domare, le parole, e poi con certi ritmi, soprattutto quelli più sciolti e divertenti, diventano quasi scogli da evitare. 
Il mondo del musicista è liquido, continuo, dove una cosa si innesta nell'altra in modo naturale. È illimitato perchè si possono sovrapporre suoni all'infinito per creare l'effetto voluto. Quello del paroliere è molto più rigido, schematico, anche facendo ricorso alla poesia. Esprimere un'idea all'interno di un certo numero di battute non è facile: mentre la musica corre libera, le parole hanno bisogno di scarpe. 

Marco sta trovando la sua maniera di navigare usando come bussola il suo strumento personale: la voce
La usa in modo sempre più consapevole, donando al testo una vitalità musicale sempre più spiccata, sincopando come solo un'anima jazz può fare, fraseggiando diversamente in ogni brano e creando dei vuoti improvvisi tra una parola e l'altra che rendono più prezioso il seguito dell'ascolto. 

#LeCoseCheNonHo è vario, ricco, pieno di sorprese eppure scorrevole come era #ParoleInCircolo, in cui prevaleva la morbidezza vocale e l'omogeneità della tessitura strumentale. In questa seconda parte gli sfondi si avvicinano ed ogni suono reclama l'attenzione. Le collaborazioni divengono più esplicite fino ad avere – per la prima volta nella discografia di Mengoni – la presenza di un'altra voce, quella di Giuliano Sangiorgi, nel brano da lui firmato. 
L'unico brano in inglese, scritto da Sia Furler, è reso da Marco con una così intensa partecipazione da renderlo impensabile cantato da chiunque altro

Quanto 1UNO/di2DUE era complessivamente raffinato e vocalmente equilibrato, 2DUE/di2DUE è speziato e sorprendente. Come dice nella sua canzone-manifesto, Marco si sente libero anche di gridare e di rappare per esprimere l'urgenza di salvaguardare la sua capacità di amare, di dirne quattro a chi resta indifferente o di far trattenere qualcosa di indefinito tra le dita di chi ricorda un amore passato. Quindi autore, interprete e regista di mille situazioni diverse, tante quante sono quelle della vita che un giovane artista si trova a percorrere. 

Tra qualche mese tutto l'intero progetto ParoleInCircolo suonerà live nell'attesissimo tour che Mengoni terrà in primavera. 

Come dice Marco stesso nelle note di #LeCoseCheNonHo: «Sempre in continua ricerca di qualcosa. In movimento e in mutamento di me stesso e di ciò che mi sta intorno». 
E anche questa frase è già musica.
read more "La quadratura del Circolo"

giovedì 29 ottobre 2015

La mèta non è un posto ma è quello che proviamo | e non sappiamo dove né quando ci arriviamo... ♫ 
Beh, questa volta (e non solo) non è proprio così. Perché oggi noi che seguiamo Marco Mengoni abbiamo una méta ben precisa, sappiamo dove e quando


La prima delle méte arriverà questa notte, non appena l'orologio segnerà l'inizio del nuovo giorno, del 30 ottobre. Allora sarà disponibile in preorder #LECOSECHENONHO, l'attesissimo 2DUE/di2DUE, il nuovo album di Marco. 
Solo scrivere "nuovo album" ci emoziona, perché la premessa, quel #Tihovolutobeneveramente, ci ha letteralmente conquistato. 

E a guardare bene i numeri, possiamo dire che siamo in ottima compagnia. 
Non solo il singolo è vicinissimo ai 900.000 ascolti in streaming solo su Spotify (potremmo aver superato la soglia già adesso), ma sono giorni che è primo nella Top Viral della stessa piattaforma: ovvero, è la canzone più ascoltata e più condivisa in ASSOLUTO

Il video è alle soglie dei 5.000.000 di visualizzazioni su Vevo (piattaforma "originaria", dove è sbarcato tre giorni prima di youtube) ed ha esordito su iTunes, come la traccia musicale anche su FIMI, direttamente al primo posto
È vero che ora nella iTunes top chart musicale in vetta c'è Adele, ma... dopo 10 giorni al n.1 possiamo anche "accontentarci" di riposare qualche ora in seconda posizione. 

Ancora una cifra: 4. Quattro è il numero di account verificati di Marco. E sono davvero pochissimi, molto molto molto pochi, gli artisti italiani che possono vantare questo record. Perché se è vero che l'account verificato su facebook o twitter non è una novità, se è vero che il flag su instagram viene "tributato" solo ai personaggi con altissimi dati di partecipazione (e gli italiani che ce l'hanno si contano sulle dita delle mani), su Shazam no, non lo è: Marco è il primo artista non statunitense ad avere il flag blu accanto al suo nome! Un onore immenso che Shazam "di persona personalmente" ha riconosciuto al Nostro artista!

Di record in record, siamo arrivati al paragrafo MTV EMA 2015
Terzo Best Italian Act di fila dal 2010 ad ora (nel 2012 e nel 2014 non ha partecipato, non ha ricevuto alcuna nomination perché in fase di scrittura dei dischi poi pubblicati), e terzo Best European Act, anche questo di fila. Con una differenza: quest'anno Marco è stato il vincitore tra tutti gli artisti in nomination provenienti dall'intera Europa (come per il 2010). 
Per questo si parla di WorldWideAct/Europe! 

E ora parliamo della nostra prossima méta: il 30 ottobre, domani. Un domani che inizia questa notte, quando sarà disponibile il preorder del nuovo album

Giusto due parole sul dove e sul perché preordinare #LECOSECHENONHO
Tanto per cominciare, facendo il preorder su iTunes, oltre a poter leggere il messaggio speciale inserito come tracklist, potremo ascoltare TRE tracce del nuovo cd. Certo, una sarà la hit single, ma le altre due? Altra ragione per fare il preorder su iTunes è... la classifica! Arrivare primi con il solo preorder non è da tutti, anzi è cosa rarissima e riservata solo alle star internazionali (vedi Adele ora in prima posizione): immaginare il sorriso di Marco davanti a una classifica così brillante ci fa battere forte il cuore per la gioia! 

Si potrà preordinare anche su Amazon: pagando il costo del cd + 1 solo euro si riceverà, insieme con l'album, anche la copia in vinile del singolo #Tihovolutobeneveramente, ancora un pezzo da collezionare tra i dischi più preziosi; preordinando su IBS si riceverà la copia del cd autografata (fino ad esaurimento scorte "firmate"). 

Passiamo ai negozi: preordinando da Mediaworld, si avrà diritto ad uno sconto esclusivo; alla Feltrinelli si riceveranno tre cartoline, anche queste esclusive; mentre alla Mondadori (e nei negozi che aderiscono all'iniziativa) si potrà ritirare subito un poster. Ovviamente, cartoline e poster fino ad esaurimento scorte. 

Il singolo, uscito solo 14 giorni fa, è già legato a tutti questi record. Cosa succederà con l'album?

Stay tuned!

read more "Il 30 ottobre la prima mèta"

lunedì 12 ottobre 2015

Come un fulmine a ciel sereno, domenica 11 ottobre è arrivata la notizia dell'imminente uscita di Ti ho voluto bene veramente, il singolo che anticipa l'arrivo di Parole in Circolo 2DUE/di2DUE


La notizia, piovuta sul fandom dopo la comunicazione dei tre colori del 2DUE/di2DUEarancione, verde e viola - ovviamente ha scatenato tutto l'esercito, che in soli 15 minuti ha portato #TIHOVOLUTOBENEveramente in tendenza su twitter, nonostante fosse domenica sera, nonostante lo sport.

Un particolare apprezzamento per la bellissima copertina del singolo: su un fondo verde, le mani di Marco in bianco e nero sembrano danzare attorno alle sue iniziali, due M maiuscole, svelando così una gestualità quasi misteriosa, da più parti definita “magnetica”. Artisticamente bella e raffinata, elegatemente musicale.


Sempre domenica sera, però, abbiamo appreso che Marco Mengoni è l'artista scelto da Twitter Italia per inaugurare la Blue Room, stanza ipertecnologica da venerdì 16 ottobre disponibile anche in Italia. 
È in questo studio che il social cinguettante ospiterà i personaggi più accreditati per interviste, incontri, brevi live session e quanto si possa pensare di organizzare all'interno di uno spazio fisico collegato in streaming con twitter mirror, periscope e altre mille possibili connessioni live.

L'evento inaugurale sarà venerdì 16 ottobre alle 13:45, ovviamente su twitter. Per partecipare basterà seguire il profilo twitter @mengonimarco: è qui che scopriremo come comunicare in live streaming con l'artista, sottoponendogli via twitter le domande per ascoltarne le risposte dalla sua viva voce.


Ma non è finita qui! 
Anche se questo è il riassunto di neanche 24 ore di vita mengoniana, ecco che una seconda notizia straordinaria si mette in evidenza: Marco Mengoni sarà il primo artista italiano ad avere un “artist account” su Shazam.
Un onore concesso veramente a pochi già negli States, il Paese che più usa il social musicale, e che dal prossimo 16 ottobre vedrà il Marco nell'olimpo dei profili autenticati

Tanto per capirci, fino ad ora Shazam ha aperto artist account per Coldplay, Snoop Dogg, Calvin Harris, Avicii, Jason Derulo, Pitbull e non tantissimi altri, ché per ottenere il flag di “official” non bisogna essere soltanto dei campioni di ascolto, ma bisogna avere un progetto musicale innovativo, che rappresenti per davvero una novità in campo discografico. Ecco perché questo nuovo riconoscimento è così speciale: non solo premia la popolarità del musicista, ma ne riconosce soprattutto l'originalità e l'innovazione artistica.

Noi, proprio attraverso il suo artist account, potremo ascoltare la musica che Marco ascolta, quella che lo incuriosisce, quella che gli piace, e potremo farlo proprio nel momento stesso in cui lui la ascolta e la shazamma. Una volta “riconosciuto” il brano, sarà proprio l'account di Mengoni a inviare una notifica a tutti i suoi follower, così da poter quasi “ascoltare insiemela stessa musica nello stesso momento.
 
Tutte queste cose in meno di 24 ore. Al 16 ottobre mancano ancora 4 giorni. Cosa arriverà ancora?
Stay Tuned!

 
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lunedì 21 settembre 2015

Twitter? Facebook? Instagram? Pinterest? No. Marco Mengoni di persona personalmente. In carne e ossa, in 3D, da guardare e ascoltare senza occhialetti rosso/verdi. Una genialata, è stato scritto sui social. Una "rivoluzione", rincariamo noi. 

Marco Mengoni alla guida della sua auto per il suo rivoluzionario  #MengoniInCircolo tour

Sì, una rivoluzione. È questo quello che abbiamo pensato immediatamente dopo aver letto della sua nuova iniziativa: alla guida di una utilitaria, Mengoni è in giro per i piccoli centri italiani, invitando la gente ad ascoltare lì in macchina con lui una selezione dei brani del nuovo #2DUEdi2DUE, così da eleggere insieme il singolo apripista del nuovo album, appunto Parole in Circolo 2due/di2due.

Solo un piccolo reminder: già il progetto Parole in Circolo è nato come una rivoluzione, essendo il primo progetto discografico pensato e proposto come una playlist aperta, suddivisa in due momenti – pre e post tour – in modo da offrire agli ascoltatori suoni nuovi e suoni “maturati” al sole del pubblico che ha riempito i palazzetti lo scorso mese di maggio.
Parole in Circolo 1uno/di2due, infatti, contiene solo 10 tracce, selezionatissime, così tanto che in realtà sono 10 singoli, ciascuno con una forza pazzesca, tanto che l'album – in top chart FIMI fin dalla sua pubblicazione lo scorso gennaio – ha guadagnato in pochi mesi il triplo platino.

Adesso ci troviamo di fronte a un'altra rivoluzione. In un mondo virtuale, e per questo piuttosto autoreferenziale, in cui “ce la si canta e ce la si suona” tra aficionados, zoccolo duro di fan, blogger e critici musicali, un mondo in cui contano i numeri – le visualizzaizoni su youtube, la classifica di iTunes, il numero di followers o di iLike; un mondo in cui quello che vale è decretato dal numero di click ricevuti, Marco Mengoni arriva e sovverte completamente i giochi.

Niente pixel, niente emoticon, niente contest: si mette al volante della macchina e va a cercare la gente (gente, gente vera, non quella con le tre g di “gggente”), persone normali, che lo conoscono o anche no, persone da guardare in faccia per leggerene le reazioni all'ascolto dei suoi preziosissimi inediti, persone da ascoltare e con cui confrontarsi, restando lontano mille miglia dai giudizi degli addetti ai lavori. Una follia? No, una vera genialata!

"Credo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani", ha scritto Mengoni in una sua bellissima canzone. Ed è proprio a questi esseri umani coraggiosi, alla gente comune, che il musicista si rivolge. Costruendo un rapporto alla pari con il mondo che lo circonda, allargando il più possibile l'orizzonte di questo suo mondo, perché il mondo – quello vero, quello reale, quello coraggioso – entri nelle sue canzoni.

I fan sono preziosi, ovvio. E i fan di Marco Mengoni sanno bene che l'artista ha da sempre preferito i contatti reali a quelli virtuali. E Marco Mengoni sa bene che per i suoi fan qualunque cosa abbia la sua voce è irresistibile. Ma Marco, che certo i suoi fan li ascolta da anni alla fine dei concerti, davanti ai portoni delle emittenti in cui è ospite, per le strade nel corso di incontri casuali o durante le sue iniziative ai fan dedicati (come il "keep the secret" o il "dinner with Mengoni"), per non dire di tutti i post e i tweet scritti sui social che il musicista legge direttamente sulla sua App, ha voluto per questo 2Due/di2DUE aprirsi a molte più voci dando il via a un'iniziativa sociale, con la E. La E di quegli Esseri umani che sui social (senza E) non ha possibilità di incontrare.

Marco Mengoni ha inventato il Social in 3D. Dove niente è virtuale, dove tutto è coraggiosamente umano. Come lui.

Stay tuned!

 
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lunedì 14 settembre 2015


Proprio un anno fa, il 14 settembre 2014, comiciava una nuova, bellissima avventura segnata da colorate parole in circolo che, con la musica o con un hashtag, ci hanno regalato 365 giorni di magia


È cominciata con un punto giallo, un vortice di emozioni – e anche un po' di follia – che ci ha spalancato la porta di una bellissima caccia al tesoro, segnata dai fori di una cover che si svelava lentamente e da indizi disseminati sui social, che fossero foto su instagram o hashtag lanciati su twitter...

#8suoniper3colori #dovenasconoleidee e poi la app, ovvero tutto il “mengomondo” social da tenere in tasca: dalla app, Marco ci ha parlato della sua musica, ci ha coinvolti in mille giochi divertenti (e chi se la scorda più la famosa telefonata!), ci ha svelato il calendario del tour, ci ha portati nella realtà aumentata dei suoi video proiettati su pagine di giornale o ticket dei concerti...
Dalla app, insomma, abbiamo iniziato a seguire le tracce di #quellochesarà fino a quel #keepthesecret che ci avrebbe portato il primo dei magnifici regali di questo anno mengoniano: Guerriero, “vinceremo contro tutti e resteremo in piedi”.

Ancora non sapevamo che queste sarebbero state parole profetiche. Perché, a voler guardare cosa è successo nei mesi successivi, è stato proprio così: abbiamo (Marco+Esercito) vinto tutto e adesso siamo qui, in piedi, anzi, in punta di piedi, a cercar di volare fino al prossimo appuntamento, fino al prossimo singolo, fino al prossimo disco, fino al prossimo tour, lì dove si vola per davvero.


#MengoniallaStatale, #Guerriero, #MengoniRealTime, #BuonCompleannoMarcoMengoni, e si arriva a brindare al nuovo anno con una classifica iTunes che riempie ancora oggi gli occhi di felicità: Guerriero 6° e Se Sei Come Sei 1° nella classifica Top Singoli; Guerriero video 2° nella Top Video; Parole in Circolo, un album ancora non pubblicato, 1° nella Top Album.

Il secondo platino per Guerriero arriva prima dell'uscita di #Paroleincircolo, anticipato dalle card con le frasi di testi che presto avremmo imparato a memoria, briciole di magia che l'8 gennaio diventano la track list di un album che segnerà per davvero il 2015: il 15 gennaio, due giorni dopo la pubblicazione dell'album, nella Top Singoli di iTunes erano presenti 12 degli 11 brani contenuti nella Special Edition. Sì, Guerriero era in calssifica due volte, come singolo (3°) e come estratto (9°).

Interviste, ospitate, il tour instore. In dieci giorni #ParoleInCircoloORO, in quindici #ParoleInCircoloPLATINO, insieme con #GuerrieroTRIPLOPLATINO. Poi, dopo #miePAROLEINCIRCOLO, venne il tempo delle #cosedafare e quel #TEMPOdiMarcoMengoni di incomparabile bellezza.

Vinto il Love Clash di MTV, arriva #ESSERIUMANI e #credonegliESSERIUMANI: il video scalza quello di Guerriero dalla vetta della Video Chart di iTunes e scrive #PAROLEINCIRCOLODOPPIOPLATINO su twitter. 

È già tempo di prove al PalaBam di Mantova.
Il 19 marzo Mengoni è trending topic mondiale mentre tutta l'attenzione si rivolge verso il #MengoniLive2015, tour già da mesi esaurito e pronto al raddoppio della prima data (solo una in più, per decisione dell'artista ché deve tornare in studio).



#MENGONILIVE2015 fa coppia con #MENGONIGAME: lampadine che si accendono su impossibili messaggi whatsup e flash che fanno la coreografia di uno spettacolo premiato da tutta la stampa. Un mese, un mese soltanto che ha sostenuto ancor di più i fan sulle pagine dell'MTV Awards 2015. Ancor di più quando, finito il tour, è arrivato #MENGONIradioitaliaLIVE, con una perfomarce da spettinare tutte le centinaia di migliaia di teste in piazza Duomo
WebNotte a Genova, Il pescatore di Asterischi con Samuele Bersani e siamo già in estate, siamo già a #IoTiAspetto con #MarcoMengoniAtWMA2015: tre i premi in palio, tre i premi conquistati – Superman, Artist Saga e Best Performance.

Tra i premi del 2015, però, ce n'è uno che è davvero speciale. #MengoniAlSenato ci porta all'interno di Palazzo Madama, ad applaudire il “nostro” Marco mentre riceve dalle mani del Presidente Pietro Grasso il riconoscimento più prestigioso, quello all'artista italiano con più “sentiment positivo” in assoluto.

#IoTiAspetto, CocaCola Summer Festival, Wind Music Awards, #EsseriUmaniPLATINO, la conquista della vetta della Top Social Celebrities (Mengoni è stato il più menzionato su Twitter Italia in assoluto), #IotiaspettoRemix e siamo ai giorni nostri, a #ParoleincircoloTRIPLOPLATINO, a #SemplicementeNoi e #Guerriero4Platino, a #lanostraestate e a #IoTiaspettoPLATINO.

Adesso, con Marco fresco vincitore dell'MTV Digital Army 2015, siamo pronti a ricominciare: insieme con lui c'è sempre un nuovo inizio, anche se non ci si è mai fermati... E lo faremo a partire da domani, 15 settembre, quando ci ritroveremo ancora insieme sulle pagine degli MTV EMA 2015 per eleggere, come primo step, il Best Italian Act dell'anno. Che vinca il Migliore: e noi sappiamo bene chi è!


Stay tuned!

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mercoledì 9 settembre 2015



Mentre si resta in (im)paziente attesa del #2DUEdi2DUE, seguendo i coinvolgenti, travolgenti, emozionanti messaggi subliminali che ogni giorno arrivano da instagram/facebook/twitter/app, facciamo un po' il punto della situazione mengoniana.  


MTV Digital Army  


Si è appena concluso in contest che assegna il premio MTV al fandom più “guerriero”. Il risultato lo sapremo solo durante lo svolgimento dei Digital Days, previsti a Monza l'11 e il 12 settembre. Aspettare e incrociare le dita è tutto quel che resta da fare.  


#MTVSummerStar 
  

Tutt'ora in corso, questo contest è stato vissuto più o meno come un “gioco-social”: invece che sparare bolle o far scoppiare bottiglie per liberare orsetti, abbiamo impiegato qualche minuto del nostro tempo votando questo sondaggio di cui non si capisce neppure la data di scadenza. In ogni caso, Marco è il primo italiano e, visti i protagonisti, possiamo dire che la sua 13° posizione ci piace tantissimo.


 MTV EMA 2015


Qui il discorso si fa serissimo. Dal 15 settembre i fan di Marco Mengoni sono chiamati a raccolta sulla pagina delle votazioni per il premio MTV (international mode) più importante dell'anno. Un premio che inscrive il vincitore in un albo d'oro che non passa di moda, che non viene dimenticato, che fa curriculum... insomma, una di quelle cose importanti che l'Esercito sa ben riconoscere.  

Marco ha già vinto nel 2010 e nel 2013: quest'anno tocca a noi fargli fare il grande slam: una tripletta che lo consegnerebbe (già da sola) alla Storia della Musica.

Controllate la tastiera, fate il check al mouse e la manutenzione al pc: dal 15 settembre saranno queste le nostre (pacifiche!) armi. Perché per regalare a Marco il trofeo EMA 2015 non basta vincere una battaglia: bisogna vincere la guerra (sempre e solo a suon di click!).

 ♫ Dalla notte al giorno, da Occidente a Oriente / Io sarò con te e sarò il tuo guerriero ♫

Stay tuned! 

read more "Varie ed eventuali"

domenica 2 agosto 2015


Certo che stare dietro ai progetti di Marco Mengoni non è proprio così semplice come possa sembrare!


Ancora di più da quando ha capito - ci sembra che sia tra i primissimi ad averlo fatto - che la musica non va più pensata in termini di "album" o "singolo", bensì in termini di playlist.

Per prima cosa, ha costruito il suo terzo "album", Parole in Circolo, proprio come una playlist, di cui abbiamo avuto già la prima parte (restiamo in attesa della seconda), annunciata dall'unico singolo vero, la bellissima Guerriero, e che è sbarcata sul mercato discografico proprio come una playlist di brani dal diverso sapore, così da poter essere condivisa in tutto ma anche solo in parte nelle playlist personali. 

Da questa playlist, successivamente, sono stati estratti (= condivisi pubblicamente) altri due pezzi, Esseri Umani e Io Ti Aspetto, due canzoni bellissime che, insieme con Guerriero, rappresentano in modo completo il senso dell'intero progetto musicale (almeno per questa prima parte): un lavoro che guarda all'essere umano oggi, così fragile e impaurito dai mille accadimenti con cui bisogna fare i conti ogni giorno, un essere umano che ha le stesse paure e le stesse aspirazioni di tutti, ché non esiste alcun superuomo, ché siamo tutti uguali, e che ha certo il diritto di essere quello che è davvero. Anche quando vuole solo divertirsi un po': si può restare in attesa di giorni migliori, ma nel frattempo perché sprecare anche solo 5 minuti di vita?

Divertimento è la chiave per leggere (secondo chi scrive) anche il progetto Io Ti Aspetto Remix, 12 versioni (più 1) del terzo estratto dall'album, altra playlist da cui scegliere la versione danzereccia che più piace, che più coinvolge. Un disco che non ha supporto fisico, nato proprio come playlist, sorta di divertissement degli artisti che, avendo per le mani un pezzo che si presta ad essere pettinato anche con acconciature non usuali, si lanciano in mille e una sperimentazione.

Sì, in fondo un remix è solo questo: una diversa acconciatura, che si sperimenta con tagli diversi, dal corto (di solito le radio edit sono più corte dell'originale, ma non in questo caso), al lungo (come le extended version), dal riccio al permanentato passando per l'apposizione di extension o da più canoniche meches.

Certo è che si tratta di una operazione che si può fare non solo dietro autorizzazione del "proprietario della capigliatura", ma addirittura solo per sua esplicita volontà: chiunque sia l'artista delle forbici e della spazzola, i "capelli", per così dire, sono dell'autore e quindi suo - e di nessun altro - è il compito di gestire, indirizzare, valutare, confermare ogni singolo intervento.

Trattandosi di acconciature abbastanza fantasiose, è ovvio che si indossano o per esuberanza e passione oppure per specifiche occasioni: un remix è perfetto per la discoteca, da sparare in macchina a tutto volume, per ballare, per avere un break dalla noia quotidiana... Per una passeggiata romantica al tramonto forse è meglio far ricorso a una delle eleganti ballads del progetto originale, quel Parole In Circolo che non stanca mai.

A proposito di elenganza, ci piace annotare qui come proprio l'eleganza, ormai la cifra stilistica di Marco Mengoni, sia proprio la qualità che in ciascuna di queste 12 (+1) versioni remixate viene fuori con maggior forza: il famoso "tunz-tunz" che da sempre connota le versioni radio edit e remix qui è quasi un sottofondo, perché la parte melodica, seppur declinata nei colori dell'elettronica, non cede un sol passo alla parte ritmica, componendo una struttura perfettamente equilibrata con gusto e tanta classe.

Per chiudere, ricordiamo i nomi dei deejay presenti nella playlist Io Ti Aspetto Remix: Dj Ross, Max Savietto, Tommy Vee, Mauro Ferrucci, Keller, Edo Marani, The ReLoud, The Grizzly Brothers, KeeJay Freak e, per la versione ghost track nella App Marco Mengoni, Dj Tess.

Io Ti Aspetto Remix è disponibile su: iTunes, Google Play, Amazon, Spotify, Deezer.

Stay tuned!
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